PADRE GIUSEPPE SOMETTI
un missionario in Brasile


Don Giuseppe Sometti, diventato sacerdote nel 1965, ha svolto la sua opera dapprima in Italia come assistente di ritiri spirituali per adolescenti, curato ed insegnante di religione, poi nel 1971 ha sentito che Dio lo chiamava a diventare missionario. Partito per il Sud-America ha lavorato tra le comunità sperdute nelle isole del Rio Paraná.

         Si è dedicato, oltre che alla sua opera pastorale nella parrocchia a lui assegnata, anche a curare tante persone malate psichicamente, depresse, in balia di fatture magiche (in Brasile sono molte le persone che credono in queste forze negative) con trattamenti di psicoterapia finalizzati a ritrovare DIO in se stessi, dando valore anche alla forza curativa che esiste in ciascuno. Dopo alcuni anni di intenso lavoro come sacerdote e amico e parte come “medico”, le sue condizioni di salute lo hanno consigliato ad un lavoro meno pesante presso il Centro Latino-Americano di Studi Parapsicologici. Si è così specializzato in Teologia, Filosofia e Psicologia Clinica. Successivamente con una èquipe di psicologi, tecnici e studiosi di parapsicologia ha girato parte del Brasile, occupandosi dello studio e della interpretazione dei fenomeni paranormali. Qualche anno fa fu invitato da alcune persone, tra cui un Religioso della congregazione di Madre Teresa di Calcutta, a partecipare a ronde notturne nel centro di San Paolo. Rimase scioccato, incontrando tanti bambini che si drogavano e che erano presa facile di adulti corrotti. Entrò in crisi e quei bambini incontrati furono l’ incentivo per cambiare i suoi interessi e le sue cure. Chiese un tempo, “anno sabbatico”, di riflessione con preghiera e penitenza. Ebbe anche l’occasione di andare a Medjugorje alcune volte e in quel luogo si confermò nel suo proposito; quando ritornò in Brasile si portò nel cuore questa conferma di dedicarsi completamente ai bambini abbandonati e al recupero degli adolescenti drogati.

L’idea si concretizzò con l’aiuto dell’Arcivescovo di Sorocaba, Mons. Dom Josè Lambert, che gli ha fatto pervenire una donazione di circa 90 ettari di terreno a Itapetininga–San Paolo.

La prima raccolta dei bambini presso la missione avvenne attraverso quelle ronde notturne: Padre Giuseppe in quei giri notturni per le strade di San Paolo con Fratel Jaime della Congregazione di Madre Teresa di Calcutta, portava coperte e viveri a bambini di strada che, non sapendo dove andare, bivaccano sui marciapiedi o negli immondezzai, facile preda della malavita, della droga  e della prostituzione. Poco alla volta creò con loro una grande amicizia e una sera d’inverno, durante un giro notturno, due ragazzini, Marco ed Alessandro, che dormivano sulla nuda terra, senza niente addosso, non volevano più staccarsi da lui e lo supplicavano: “Portaci con te! Non lasciarci qui!” In quel momento Padre Giuseppe fu assalito da vari sentimenti, anche di paura. Ricordò, tuttavia, le parole di Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi, miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me…”  (Mt. 25,40) E un’altra immagine gli passò davanti agli occhi: il Giudizio Universale nel quale Gesù si nasconde nel fratello bisognoso e pensò: “Se questo ragazzo fosse Gesù, tu Giuseppe, lo accoglieresti?” Fratel Jaime lo incoraggiò con queste parole: “Per imparar ad amare, bisogna incominciare!” E Padre Giuseppe si decise di portarli con sè.

Con il contributo di tante persone sostenitrici e collaboratrici, sono state costruite:
- più case nido, che ospitano i bambini in un ambiente familiare. Ognuna di queste case è diretta da una mamma e da una aiutante o da una coppia di sposi; attualmente servono pure come scuole integrali per dare ai ragazzi la possibilità di impare le prime tecniche di una professione;
- quattro case: due per i volontari sposati e due con 16 piccoli appartamenti per i Ritiri Spirituali  e una casa di accoglienza per giovani che vogliono ritrovare nel silenzio di un ritiro lo scopo della vita;
- un nucleo di tre case con l’aiuto della “Fondazione Medjugorje per l’Infanzia” Svizzera;
- le scuole: fondamentali comunali e le secondarie con indirizzo specifico professionale, di informatica, musica, canto, artigianato e cucito;
- la panetteria, la cucina industriale comunitaria; l’apiario, la stalla per le mucche da latte, l’orto; il capannone per la falegnameria e l’officina per il lavoro del ferro;
- il centro sportivo con i campi di calcio e di tennis;
- il centro musicale  per  la scuola strumentale;
- la chiesa, il centro di spiritualità con la casa dei Sacerdoti con annessa la chiesetta della Santa Sindone, dove è esposta permanentemente una copia autentica della stessa di Torino;
- un grande capannone per usi molteplici: celebrazione della Santa Messa domenicale, intrattenimenti, ricreazione, rappresentazioni, refettorio nelle feste speciali e riunioni di gruppi numerosi;
- casa dei contemplativi.

Attualmente sono presenti in Brasile le seguenti Comunità di:

ITAPETININGA
        Sede legale dell’Associazione ANSPAZ, suddivisa nelle seguenti unità:
- Il Centro dell’Opera.
- La Direzione locale con l’equipe che si interessa dei bambini e delle bambine accolte presso l’Associazione e della scuola interna;
- Il Centro della Provvidenza con neonati e una scuola nido da 2 a 6 anni, attualmente in concordato con il Municipio di Itapetininga;
- Il centro di cucito industriale “Santa Rita” in concordato con una società civile;
- Il Centro di Appoggio alle Famiglie (CEAFA) situato fuori dalla comunità che si occupa dei problemi della tossico-dipendenza.

SOROCABA
        L’unità locale è orientata allo sviluppo dei seguenti progetti:
- “Progetto Criança”: struttura che raccoglie bambini e bambine a rischio che, nel tempo libero dalla scuola sarebbero facile preda della droga e della prostituzione.
- “Progetto CEFAS”, Centro Familiare di Solidarietà, che accompagna le famiglie, il cui problema è la tossico dipendenza. Vengono effettuate terapie di gruppo o di preparazione per permettere ai figli drogati l’ingresso nella clinica di terapia di vita comunitaria a Boituva o a Monte Verde.
- “Projetto della Casa di Formazione per i consacrati”.
- Accoglienza del progetto “Pàis e Mestres”.

BOITUVA
        Centro per il recupero di pre-adolescenti, di giovani ed adulti tossicodipendenti.

MONTE VERDE
        Vi sono due centri per il recupero di giovani e adulti tossicodipendenti.
- Monte Verde Centro (Struttura che accoglie ogni giorno decine di bambini e bambine a rischio per educarli e dare loro un’alimentazione adeguata.)
- Monte Verde Epifania.

ALUMINIO
- “Casa Jesus-Amor”: Centro d’informatica frequentato da ragazzi ed adulti e centro di rieducazione.

GUARULHOS
        La struttura è così suddivisa:
- Clinica psicologica e Centro di aiuto psicologico a tossicodipendenti per prepararli all’inserimento nelle comunità terapeutiche specifiche.
- Clinica psicologica APPAR – Associazione di Ricerche Psichico religiose e di Formazione di professionisti per terapie integrali.
- “Casa di Accoglienza”, in uno spazio fuori dalla Clinica, per bambini e bambine a rischio e per mamme aiutate ad apprendere strumenti di guadagno per l’economia famigliare (es. Arte di fare il pane, di cucito, di artigianato...) e per una valorizzazione di se stesse.

FORTALEZA
- “Casa Talita Kum” struttura che ospita e accompagna giornalmente bambini e bambine. Affianca questa attività:
- il progetto di evangelizzazione delle famiglie denominato “Progetto Missione”. Tale iniziativa si sviluppa mediante la visita serale alle famiglie che accolgono l’equipe con la recita del Santo Rosario e la spiegazione del Vangelo applicata alla vita di ogni giorno.
- Il progetto educativo di bambini e bambine da 2 a 6 anni che è iniziato nel 2010 con l’apporto di industriali che pagheranno i professori per la preparazione.
- Il progetto pre-adolescenti.

ARGENTINA
        Alla fondazione “ Madre de la Vita”, una regione delle “MISIONES” fondate dai gesuiti, sono stati dati aiuti perché potesse iniziare ad accogliere drogati, adolescenti bisognosi, e bambini “aborigenes” (indios).

   L’associazione ANSPAZ in collaborazione con l’Associazione ME.B.A. aiuta, attualmente, diversi bambini e le loro famiglie offrendo, con le risorse a disposizione, alloggio, alimenti, vestiti, istruzione, un’educazione igienico sanitaria, affetto e un cammino nella fede.

   L’associazione ANSPAZ è una istituzione laica, ma con membri che assumono compromessi con Dio di portar avanti questa Opera che Maria SS. ha voluto. Già fanno parte di essa persone che si sono donate per tutta la vita.
Questo garantisce la continuità di questa Opera di Dio anche dopo la morte del suo fondatore.
Nei nostri centri la comunione tra corpo e spirito, valori umani e valori divini crescono assieme.
Invochiamo la Benedizione di Dio con l’intercessione di Maria Vergine che sempre ci accompagna.

Se vuoi anche tu puoi collaborare. Grazie.